giovedì 14 agosto 2014

Gelosia portami via.


Dove è finita la gelosia, quella che ti prende e ti porta via?
Quella che si ti distrugge, ma spesso ti salvaguarda anche. Quella che fa risvegliare l'orgoglio latente, che forse sarebbe meglio che tutti avessero più sangue siciliano nelle vene e un po' meno alcool. Quella che ti fa venire un tic nervoso, quella che ti fa stringere le mani a pugno e inspirare-ed-espirare il più lentamente possibile (nemmeno tu fossi ad un corso pre-parto) per mantenere la calma. Quella che ti brucia dentro, quella che ti fa male e ti fa venire il mal di stomaco e ti fa maledire te stessa o te stesso di essere così dannatamente stupido perché "tanto non ne vale la pena". Eppure il solo pensiero che qualcuno possa guardarlo, e addirittura sfiorarlo ti manda in bestia, ti fa diventare acido il sangue e ti cambia il timbro della voce, a metà tra l'estremamente stizzito e l'omicidio imminente. La gelosia che ti attanaglia e che ti fa volere essere stata il suo passato, essere il suo presente e, perché no, anche un po' parte del suo futuro. Quella che al minimo cambiamento ti fa insospettire e scrutare la polvere per vedere se effettivamente è cambiato qualcosa.
La gelosia, non quella delle scenate in piazza con tanto di vestiti gettati fuori dalla finestra e piatti rotti, ma quella dell'amor proprio. Che capisce di aver perso, che si rassegna a qualcosa che non volevi accadesse, che soffre ma poi si rialza. Perché "anche se fosse solo per una notte, quello deve pensare solo a me".

(Quella che ti fa capire- se hai voglia di ascoltare- che se lei va dietro ad un altro e con te ha ceduto solo per qualche ora perché è tutto un gran casino, non vuol dire che sarà così per sempre: lascia perdere perché davvero la verità è che non gli piaci abbastanza)










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