venerdì 31 gennaio 2014

Everyone's mad (about sales)

Skirt: Dixie

Saldi. Cinque lettere, che insieme a quelle di p-i-z-z-a (cinque pure quelle) fanno la felicità di tutte le donne, o quasi se contiamo quelle intolleranti al glutine e ai latticini.
E se la pizza la puoi avere quando vuoi la stessa cosa non è per i saldi: fortunatamente o meno, dipende sempre dai punti di vista, questi arrivano solo due volte all'anno, attesi al pari dell'estate o del week end.

Le donne impazziscono.
Le carte di credito sono lucide che neppure l'argento di sua Maestà.
Le braccia sono cariche di sacchetti.
Gli uomini vengono momentaneamente dimenticati per concentrarsi sull'ultima taglia- la tua- del vestito perfetto per il matrimonio della tua migliore amica. Poco importa se lei è ancora single.

Ecco, dopo tutto ciò vi confesso che io non perdo totalmente il cervello durante i saldi: giuro che ci ho provato ad alzarmi presto quel sabato fatidico, ma proprio non ce l'ho fatta.
Me la sono presa con calma, facendo shopping durante le pause studio i giorni seguenti- e sto continuando, ogni tanto, con un maglioncino o l'ennesimo paio di mutande (ci sono dipendenze peggiori in fondo, scarpe incluse, e io faccio ancora- per ora- solo razzie da Intimissimi e non da Agent Provocateur).
Il mantra di questi saldi è stato nontiservonovestiti e infatti così è stato: una gonna, un giacchetto, un paio di scarpe, due maglioni, varie ed eventuali da Intimissimi, un top champagne, un po' di gioielli, calze e calzini e pure un paio di parigine da Missoni che mi ero dimenticata di aver comprato nonostante me le sia già messe più di una volta.

That's it. (mi pare)

Jacket: Dixie

Earcuff: Accessorize

Necklace: Accessorize

Top: Intimissimi

Boots: Lolita Milano



Lingerie: all Intimissimi




martedì 28 gennaio 2014

Voglio anche io un cappotto rosa.


E lo voglio adesso. No, dico seriamente. 
Sto sbattendo i piedini come le bimbe viziate perché voglio un cappotto rosa pure io. Soffice, del colore del barbe-à-papa che ho finito a fatica quella notte di Capodanno a Parigi, caldo, con le tasche grandi che volendo ti ci sta dentro tutto il contenuto della borsa e pure le manine quando in pieno inverno hai freddo e hai già ridotto la dimensione del tuo collo dietro il bavero del suddetto cappotto.
Voglio un cappotto rosa da indossare in sottoveste di seta e tacchi alti per le vie di Parigi, all'alba, con Frank che canta "Strangers in the night" come sottofondo, e camminare e sorridere ad ogni passo, respiro e scorcio che ti toglie il fiato.
Lo voglio per la colazione del lunedì mattina con le amiche, perché noi ogni tanto continuiamo a farla nonostante il lunedì mattina la metà dei bar che fanno la valdostana che-ci-piace-tanto siano chiusi, da mettere con un maglione super fluffy (perché non c'è Parigi a scaldarti il cuore e il lunedì mattina, a Lucca, è sempre più freddo) e i jeans, e magari anche una lunga canottiera a righe bianche e blu perché con tutto il bene che ti voglio Lavi, mai più e mai poi uscirò senza canottiera: per una sola, singola notte mi sono beccata il raffreddore, io che il raffreddore non lo prendo mai, anzi solo, effettivamente, quando esco senza canottiera.
Lo metterei anche, e soprattutto, in questa mattina che alle dieci c'è sempre la nebbia- e io mi chiedo ma dove siamo finiti in Padania?- con lo zainetto londinese sulle spalle, direzione biblioteca che la sessione invernale è sempre durante la Fashion Week.
Poi, con la canottiera (guardate che ci sono anche di pizzo nero, che pensavate) lo indosserei con qualcosa di rosso o giallo limone, perché no. Ma anche con il grigio, più soft e sobrio, con l'arancione della serie match it or clash it, con un po' di paillettes e un enorme caffè e gli occhiali con le lenti scure, con un bel verde acido ma anche quello bottiglia o smeraldo.

Ma io alla fine lo indosserei con tutto, come il nero. Perché siamo sempre bimbe noi, e il rosa sta bene a tutte.














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domenica 26 gennaio 2014

Sided Part


You're late. Come al solito, e mia sorella si era addormentata dopo avermi promesso che avrebbe fatto qualche foto a questo capolavoro di forcine e lacca.
Che se dicono che le scarpe non sono mai abbastanza io aggiungerei pure che anche la lacca in certe serate lo è.
Morale della favola, niente foto e tante selfies. Con il computer però, perché io con il telefono ancora non ci riesco proprio. Niente gambe e tanti capelli, tutti spostati da una parte à la Cara: in fondo l'earcuff, se c'è, si deve vedere.

Il look per uno dei miei pochi e attesissimi venerdì liberi, ovviamente passati a ballare. Che poi quando la smetterò di andare a giro mezza nuda senza capotto sarà già estate.








Dress: Primark
Earcuff: Accessorize






mercoledì 15 gennaio 2014

Spotted: NYE

Picture by The Man Behind The Camera, Alessio Pagni

Labyrinth. Vi ho lasciati che era sempre il 2013 ed è già il 2014. E quella serata che segna la fine di un anno e contemporaneamente l'inizio di uno nuovo io l'ho passata al Labyrinth che si sa, le feste le sa organizzare bene.
Festa in Villa, dress code total black che, si sa di nuovo, snellisce e sta bene un po' a tutti. Quasi.

Io, da brava ragazza (più o meno) ero vestita di nero, il rosso l'ho lasciato nascosto, come portafortuna.
E devo ammettere che questo 2014 è iniziato alla grande.



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