martedì 15 luglio 2014

Da una donna così, non si torna indietro.


"Non innamorarti di una donna che legge, di una donna che sente troppo, di una donna che scrive. Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza. Non innamorarti di una donna che pensa, che sa di sapere e che, inoltre, è capace di volare, di una donna che ha fede in se stessa. 
Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa l’amore, che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica. Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida, ribelle, irriverente. 
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così. Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro. 

Mai."













lunedì 7 luglio 2014

Wishlist- edizione del lunedì.


Caro Babbo Natale, per i saldi vorrei... Ormai è così da giorni. Viaggio con la testa da altre parti, mentalmente spendendo i miei prossimi ventisette stipendi facendo un ipotetico shopping online su svariati siti. Troppi.
Roba che sul serio potrei rischiare di spendere un'intera busta paga in un singolo paio di scarpe. Però, come direbbe Lavinia, "quelle ti durano davvero una vita, le metti su tutto". E ogni scusa è buona per darle retta. (Poi non so se effettivamente le Rockstud di Valentino in giallo fosforescente rientrano in questa categoria.)
No dai, scherzo. Mi sa che opterò per un classico cipria.
Poi sarei tentata da un paio di Charlotte Olympia 14 cm, veramente perfette per farsi tutta via Fillungo, lastricata di sampietrini, e andare a fare un aperitivo seduta su un gradino. A pensarci bene però forse è meglio se "ti sei venduta l'anima il giorno che ti sei messa il primo paio di Jimmy Choo".
Un paio di occhiali da sole degni di questo nome. Il quesito "graduarli o non graduarli" me lo porrò in seguito, nel frattempo voi magari suggeritemi cosa scegliere tra gli Audrey di Cèline o i Prada Cat Eye.
Costumi, costumi, costumi. A vita alta e fantasia. Che sono stufa dei soliti bikini tinta unita. 
A proposito di fantasie, Montre Première di Chanel in silver a parte- s'intende-, qualcosa con dei limoni sopra. Che la mia tintarella è a un buon punto e il giallo ci si abbina da Dio.
Seta. Seta in tutto e per tutto. In testa, ormai ho superato la paura del turbante (o quasi), come top, o in un paio di pantaloni palazzo enormi e fluttuanti come fossero mare.
Il 50% di sconto da Intimissimi, uno dei miei momenti preferiti dell'anno. Roba che mia madre ha giurato di strozzarmi con il prossimo reggiseno che entra in casa, quindi dovrò nascondere bene le razzie e mentire spudoratamente sulla provenienza di quel brasiliano rosa cipria.
Parigi. Che sono esattamente 642 giorni che non respiro la sua aria e la sua joie de vivre. Che non mangio macarons da Ladurèe e passeggio per le sue strade fermandomi a fotografare le porte e la luce su quei tetti quasi blu.
Una cena estiva sul mio terrazzo. Per festeggiare questo stipendio o sbronzarsi per dimenticare di averlo già bruciato.
















mercoledì 2 luglio 2014

Tiny Flower Crown


Flower Crown. Una giornata di mare. Una sera d'estate. Camicia bianca e capelli sciolti. A Midsummer Night's Dream. 

(Un grazie speciale a Floruit per aver ancora una volta fatto innamorare me e Daniela con i loro splendidi fiori)











Flower crown: thanks to Floruit
Shirt: Primark
Shorts: Pinko
Bag: Furla





mercoledì 11 giugno 2014

Marrakech


"In Marrakech, you discovered sunlight, other colors.
In the streets, on the walls, in the clothing of the women of the Atlas.
Maybe you also found the scent of your youth"
From "YSL", Jalil Lespert 

Marrakech. A Marrakech secondo me la luce è dappertutto, perché passa da ogni microscopico foro intagliato nelle pareti e negli scuri delle finestre, tra i listelli di legno gettati tra una casa e l'altra, tra le dita sporche di spezie che riparano gli occhi dal sole. Piccoli raggi di luce che, come un faro sottile al pari di un pensiero, illuminano la madreperla sopra i tavolini da caffè, i colori sparsi sul pavimento ricoperto di cuscini e le lanterne in metallo, che scompongono a loro volta la luce di una candela la sera, quando il cielo blu scuro appare sopra di te.
Non esistono spazi chiusi, ma solo luoghi diversamente collegati. Una camera che si affaccia sul centro di un riad, un bagno che dà su una piscina, un divano su un tetto.
E poi i colori, che io sono convinta che colori così brillanti esistano solo a Marrakech. Ocra così puri che ti sembra sole, rossi così vivaci che solo i papaveri, blu così profondi che sembra abbiano bagnato la stoffa nel colore del mare. Tutti in polvere come se lo sapessero che la polvere se la soffi va davvero dappertutto. 
Le strade tortuose, l'odore del gelsomino, suoni che non hai mai sentito, le stoffe e le sete, il nero attorno agli occhi, le porte e le finestre.

La luce, di nuovo. Che io sono convinta che in una città come quella non esista il buio. 
Neppure se chiudi gli occhi.