sabato 22 dicembre 2012

Bye bye educazione


Educazione. Non sto parlando del bon ton, quello è per le persone che vogliono affinare con delicate e piacevoli accortezze un comportamento già di per sé corretto. 
Io sto parlando di educazione, delle buone maniere che, a quanto pare ahimè, non esistono più.

Situazione: la signora Rossi invita per un tè alcune amiche, un gruppo ristretto ma ben scelto ed equilibrato per favorire la conversazione e conferire al ritrovo il giusto grado di frivolezza. L'invito, come da manuale, è stato spedito con due settimane di anticipo, tempo più che ragionevole per comunicare un precedente impegno o, in caso di giornata libera, segnarlo sull'agenda.
Arriva il giorno della suddetta riunione, e visto il periodo carico di impegni la signora Rossi si è impegnata, e anche sacrificata, per incastrare i numerosi impegni e la preparazione dei pasticcini da offrire alle sue ospiti, nonché delle confezioni regalo per i pensierini che aveva appositamente acquistato come regalo per l'occasione natalizia.
Sono circa le due di pomeriggio (il tè era stato fissato per le quattro) e il telefono della signora Rossi inizia a suonare: arriva la terza defezione, giacché le prime due erano arrivate la mattina stessa; "Beh, peccato- pensa la signora Rossi- ma comunque cinque è sempre un numero accettabile per una chiacchierata tra amiche, anche se forse il tavolo- che aveva allargato per l'occasione- potrebbe essere troppo grande e dispersivo". 
Sono le tre e il telefono squilla ancora: arriva il quarto rifiuto, e il tavolo che doveva essere per otto è decisamente troppo grande per quattro: la signora Rossi è costretta a sparecchiare la tavola, togliere le prolunghe, cercare un'altra tovaglia adatta per l'occasione e apparecchiare nuovamente.
Ormai mancano pochi minuti alle quattro ed è tutto pronto, la signora Rossi sta accendendo le candele e sistemando i pasticcini quando il telefono suona ancora: arriva la quinta defezione e la signora Rossi adesso inizia a perdere la calma che aveva tentato di mantenere per tutto il pomeriggio nonostante l'avessero duramente messa alla prova.
Toglie l'ultima tazza dalla tavola, ancora, e spera che non ci siano ancora brutte sorprese.

Fortunatamente le ultime due invitate che non avevano ancora rinunciato al tè della signora Rossi arrivano e riescono a tirarla su di morale e farle dimenticare per un paio d'ore questa brutta esperienza, ma una volta chiusa la porta di casa a lasciata sola a rimettere a posto la sala, la signora Rossi inizia a pensare.
"Come dovrò comportarmi in futuro? Vale la pena impegnarsi e organizzare cose di questo genere se tanto le persone non apprezzano e non sono sufficientemente educate da avvertire in tempo della loro mancanza? Perché se avessero avvertito prima avrei potuto invitare anche la signora Bianchi, di sicuro le avrebbe fatto piacere, oh, e anche la signora Tizio!"

Insomma, la signora Rossi ha bisogno di un aiuto per evitare di nuovo spiacevoli esperienze come questa: voi cosa le suggerite?





2 commenti:

  1. Sembra che questo post caschi a pennello! io amo il galateo e le buone maniere. L'educazione è fondamentale :)
    La signora Rossi dovrebbe riproporre un pomeriggio di the con le amiche e mandare un invito più mirato, facendo capire che l'atteggiamento passato non è stato gradito. Cosa ne pensi?

    Ti chiedo un piccolo favore, cioè di votarmi, mettendo un cuoricino QUI
    E' per un concorso a cui tengo davvero tanto. Grazie mille :)

    Juliette

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  2. Ovviamente io sono di parte per questo argomento.

    Il mio suggerimento è: provare ad organizzare nuovamente il tutto, sperando che le defezioni fossero davvero legati a "cause di forza maggiore".

    Se di dovesse ripetere la cosa anche una seconda volta, consiglierei alla signora Rossi di rivedere gli inviti le le frequentazioni.

    buone feste

    http://nonsidicepiacere.blogspot.it/

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