Righe. Quelle che non passano mai di moda ma che ogni anno sono il trend della stagione. Quelle che appena le vediamo fa subito mare, subito Venezia o Cannes.
Quelle grafiche bianche e nere, in neoprene s'il vous plait (che ve lo dico sarà il trend di questo inverno e io sono felice come una bimba il giorno di Natale), quelle bianche e blu della tee, immancabile sopra i cut off dei vecchi jeans del fidanzato. Bianche e rosse per un vestito.
Le righe di una vita, quelle del tema di maturità, degli sms, delle lettere d'amore.
Quelle righe entro i cui spazi infili un mondo di cose, sottintese, sperate, desiderate e mai dette. Quelle degli inviti celati, degli sguardi nascosti, delle allusioni che talvolta sono insegne luminose.
Quelle delle pagine cancellate, di quelle strappate e di quelle da riscrivere. Quelle che si formeranno su una pagina bianca.
E io, in mezzo a tutte queste parole, fra tutte queste righe, vi auguro anche buon lunedì.
Spektre. Ho ceduto anche io, che generalmente tendo a cedere ai trend qualche stagione dopo in maniera fashionably late.
Ma stavolta li ho visti, li ho provati e non ho saputo resistere.
Sunnies: no brand
Malibù. E una passeggiata sulla spiaggia che non finisce più.
Un costume nuovo, o vecchio, quello che vuoi: basta che lasci la pelle scoperta. Una pelle che vuole respirare, come te in quell'aria calda ma fresca al tempo stesso, che sa di mare. E di relax.
Sdraiarsi sulla sabbia e alzarsi senza preoccuparsi di scuoterla dalle braccia, dalle gambe, i capelli disordinati raccolti in un ciuffo ancor più disordinato ma tanto chic (dicono).
Le conchiglie e il piacere di raccoglierle, sempre e comunque, perché fa tanto vacanza e perché prima o poi la farai quella cornice ricoperta di oceano.
La luce tagliente del sole al tramonto. Un paio di occhiali nuovi, con le lenti a specchio, blu, perché alla fine ho ceduto anche io. E in questo specchio ci voglio veder riflesso il mare, dalla mattina alla sera.
E' il primo di agosto. Sono le due e mezza di notte e io sto sognando Malibù.