Ferragamo. Mamma non è come sembra. Non è un altro paio di scarpe.
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20.10.15
29.4.15
Talking about shopping.
Premettendo che il mio guardaroba non cambia ogni sei mesi a seconda dei trend di stagione e che ho cose che risalgono alla quarta ginnasio, mi sono resa conto che neppure io sono mai stata completamente immune all'acquisto senza senso.
Come quella gonna verde smeraldo lunga e plissettata che ho indossato solo una volta perché quella fascia elastica in vita proprio non so dove metterla. O quella camicetta in setina bianca più lunga dietro che alla fine ho fatto scorciare. O le due paia di tacchi comprati a distanza di qualche anno ma con lo stesso problema: troppo, troppo plateau (a me che piace il tacco sobrio, perfetto per correre in centro o giù dalle scale quando sono dannatamente in ritardo). E le Clark's blu. Ah, il maglione- cappotto di lana intrecciata dello stesso colore del pastrano di Hagrid. Gli orecchini stile "Mise en Dior". Come dimenticare poi il vestito stretto in fondo e con le tasche sui fianchi che avevo comprato in ben due colori. O quei pantaloni grigi- di un grigio brutto però- a vita alta e con i bottoni sulle tasche: li avrò messi tre volte, forse. O ancora il vestito senza maniche in misto lana con le righe grosse grigio- di nuovo brutto- e nero. Oddio il senso di colpa che mi divora per il colletto di Pinko ricoperto di strass che mi sono fatta regalare da mia madre sotto costrizione. Meglio non pensarci.
Ma in fondo alzi la mano chi non ha mai fatto un acquisto sbagliato, magari in una giornata in cui si era tristi e l'atto di comprare ci sembrava potesse tirarci su di morale. Insomma, a pensarci bene posso ritenermi una compratrice consapevole e attenta.
Salvo poi, non molto tempo fa, trovarsi faccia a faccia con mia madre- sì, ancora lei- che con tono minaccioso dice a me e a mia sorella:
"Guardate che io la vedo la roba che mettete a lavare: è sempre la stessa".
SBAM. Un tuffo nella realtà. Non che non fossi già consapevole del fatto che il maglioncino di cotone nero di Zara- che, per inciso, sto indossando anche in questo momento- sia stato il mio fedele compagno delle serate casual con le Converse, delle giornate di pioggia e del "smorziamo il tacco dodici visto che è solo mercoledì", ma effettivamente mi sono resa conto che- gira e rigira- punto sempre a quei capi di cui mai avrei immaginato di potere fare a meno. E rendersi veramente conto del fatto che uso circa solo il 10% (oddio, forse il 15? Non lo so, non sono mai stata brava in matematica- ho fatto il classico per la miseria- e tanto meno con le percentuali) del mio guardaroba è abbastanza sconcertante visto che è tutto meno che vuoto.
Sono forse una persona noiosa dal momento che indosso sempre le solite cose? O forse è fedeltà a quei capi che so essere perfetti per il mio fisico, di qualsiasi umore io sia? O è la poca creatività la risposta? Magari se riuscissi a prepararmi in tempo potrei sperimentare cose nuove che in cinque minuti non riesco mai a fare. O forse è colpa dei locali in cui vado in quanto inconsciamente condizionano il mio modo di vestire portandomi a ripetere le medesime scelte?
(Medesime scelte come indossare quasi sempre bianco e nero. E il denim, ma come gli altri due non è un colore: è uno state of mind. La pressoché totale assenza di fantasie, righe escluse. La semplicità unita a un velo onnipresente di eleganza. Le linee pulite e dritte. Gli scolli che sono tutto meno che vertiginosi, anzi spesso diciamo proprio assenti. Il classico preferito all'eclettico.)
Al momento non so dare un'unica e inequivocabile risposta al quesito postomi dal mio armadio che straripa di gruccette ma io non so mai cosa mettere e poi metto sempre le solite cose. Voi se avete dei consigli scrivetemi.
Io nel frattempo rifletterò sul fatto che molto probabilmente quei sette vestitini erano l'equivalente di un biglietto di andata per Parigi o di un paio di giorni a Roma. Che potrei lasciarli fuori dal camerino i capi che tanto lo so sfrutterò pochissimo. Che dovrei iniziare ad abbracciare fin da subito il concetto di "quality over quantity". O magari faccio un fioretto- tanto è quasi maggio- o seppellisco la carta di credito.
Io nel frattempo rifletterò sul fatto che molto probabilmente quei sette vestitini erano l'equivalente di un biglietto di andata per Parigi o di un paio di giorni a Roma. Che potrei lasciarli fuori dal camerino i capi che tanto lo so sfrutterò pochissimo. Che dovrei iniziare ad abbracciare fin da subito il concetto di "quality over quantity". O magari faccio un fioretto- tanto è quasi maggio- o seppellisco la carta di credito.
25.2.15
Mansur Gavriel is the new black
The new it-bag. Tutte la vogliono ma nessuno la trova. Liste di attesa e ricerche disperate. I siti di shopping on-line hanno messo il cartello "sold out" fino a data da destinarsi, il sito ufficiale a quanto pare aspetta il rifiorire della primavera per darci una speranza.
Non sto parlando dell'ultima pochette firmata Fendi, ma delle borse Mansur Gavriel, in circolazione dal giugno 2013 e da lì a poco diventate il desiderio di molte donne che- di borse e non solo- se ne intendono. Miranda Kerr, Kirsten Dunst e Alessandra Ambrosio (giusto per fare qualche nome che fa tanto chic).
Classiche e senza tempo. In morbida pelle e con un design fresco, lineare, moderno. Made in Italy. Nel secchiello, il mio preferito e disponibile in due misure esattamente come gli altri modelli, c'è anche un mini portafoglio. I prezzi variano dai 425 ai 950 dollari, decisamente meno rispetto alle cugine super griffate che stanno sulla 5th Avenue. Interno a contrasto, personalizzabile secondo preferenza.
Insomma, queste borse sono arrivate da poco ma a me pare che abbiano tutta l'intenzione di restare.
(Nel caso per me è Mini Bucket Bag in Brandy,
interno Cleo grazie)
This is not a sponsored post!
7.7.14
Wishlist- edizione del lunedì.
Caro Babbo Natale, per i saldi vorrei... Ormai è così da giorni. Viaggio con la testa da altre parti, mentalmente spendendo i miei prossimi ventisette stipendi facendo un ipotetico shopping online su svariati siti. Troppi.
Roba che sul serio potrei rischiare di spendere un'intera busta paga in un singolo paio di scarpe. Però, come direbbe Lavinia, "quelle ti durano davvero una vita, le metti su tutto". E ogni scusa è buona per darle retta. (Poi non so se effettivamente le Rockstud di Valentino in giallo fosforescente rientrano in questa categoria.)
No dai, scherzo. Mi sa che opterò per un classico cipria.
Poi sarei tentata da un paio di Charlotte Olympia 14 cm, veramente perfette per farsi tutta via Fillungo, lastricata di sampietrini, e andare a fare un aperitivo seduta su un gradino. A pensarci bene però forse è meglio se "ti sei venduta l'anima il giorno che ti sei messa il primo paio di Jimmy Choo".
Un paio di occhiali da sole degni di questo nome. Il quesito "graduarli o non graduarli" me lo porrò in seguito, nel frattempo voi magari suggeritemi cosa scegliere tra gli Audrey di Cèline o i Prada Cat Eye.
Costumi, costumi, costumi. A vita alta e fantasia. Che sono stufa dei soliti bikini tinta unita.
A proposito di fantasie, Montre Première di Chanel in silver a parte- s'intende-, qualcosa con dei limoni sopra. Che la mia tintarella è a un buon punto e il giallo ci si abbina da Dio.
Seta. Seta in tutto e per tutto. In testa, ormai ho superato la paura del turbante (o quasi), come top, o in un paio di pantaloni palazzo enormi e fluttuanti come fossero mare.
Il 50% di sconto da Intimissimi, uno dei miei momenti preferiti dell'anno. Roba che mia madre ha giurato di strozzarmi con il prossimo reggiseno che entra in casa, quindi dovrò nascondere bene le razzie e mentire spudoratamente sulla provenienza di quel brasiliano rosa cipria.
Parigi. Che sono esattamente 642 giorni che non respiro la sua aria e la sua joie de vivre. Che non mangio macarons da Ladurèe e passeggio per le sue strade fermandomi a fotografare le porte e la luce su quei tetti quasi blu.
Una cena estiva sul mio terrazzo. Per festeggiare questo stipendio o sbronzarsi per dimenticare di averlo già bruciato.
31.1.14
Everyone's mad (about sales)
Skirt: Dixie |
Saldi. Cinque lettere, che insieme a quelle di p-i-z-z-a (cinque pure quelle) fanno la felicità di tutte le donne, o quasi se contiamo quelle intolleranti al glutine e ai latticini.
E se la pizza la puoi avere quando vuoi la stessa cosa non è per i saldi: fortunatamente o meno, dipende sempre dai punti di vista, questi arrivano solo due volte all'anno, attesi al pari dell'estate o del week end.
Le donne impazziscono.
Le carte di credito sono lucide che neppure l'argento di sua Maestà.
Le braccia sono cariche di sacchetti.
Gli uomini vengono momentaneamente dimenticati per concentrarsi sull'ultima taglia- la tua- del vestito perfetto per il matrimonio della tua migliore amica. Poco importa se lei è ancora single.
Ecco, dopo tutto ciò vi confesso che io non perdo totalmente il cervello durante i saldi: giuro che ci ho provato ad alzarmi presto quel sabato fatidico, ma proprio non ce l'ho fatta.
Me la sono presa con calma, facendo shopping durante le pause studio i giorni seguenti- e sto continuando, ogni tanto, con un maglioncino o l'ennesimo paio di mutande (ci sono dipendenze peggiori in fondo, scarpe incluse, e io faccio ancora- per ora- solo razzie da Intimissimi e non da Agent Provocateur).
Il mantra di questi saldi è stato nontiservonovestiti e infatti così è stato: una gonna, un giacchetto, un paio di scarpe, due maglioni, varie ed eventuali da Intimissimi, un top champagne, un po' di gioielli, calze e calzini e pure un paio di parigine da Missoni che mi ero dimenticata di aver comprato nonostante me le sia già messe più di una volta.
That's it. (mi pare)
Jacket: Dixie |
Earcuff: Accessorize |
Necklace: Accessorize |
Top: Intimissimi |
Boots: Lolita Milano |
Lingerie: all Intimissimi |
16.9.13
Lunedì di Desideri
Monday. Again. Ma oggi è meglio della scorsa settimana. Non so, mi sa che dipende proprio da come ti alzi: una settimana ti alzi meglio, quella dopo sei nel mood "acida-come-lo-yogurt-statemi-tutti-lontani-si-anche-tu-Principe-Azzurro".
Stamani è andata meglio. Ed è iniziata con una lista, ancora, ma stavolta è per lo shopping.
Dunque.
Non necessariamente in questo ordine, abbiamo:
-un paio di jeans neri (ebbene si, mancano) possibilmente che mi facciano un didietro da urlo
-un blazer bianco tipo smoking, ma di quelli belli-veramente
-un blazer nero con delle spalline alla Crudelia De Mon- fidatevi
-una camicia a quadri, perché l'inizio dell'Unipi si avvicina e insieme al nuovo diario e ai quaderni c'è bisogno di qualche Uni-essential, da portare aperta con una tee o sotto il maglione navy blue di cachemire di mia madre
-come sopra, perché a Pisa il minuto prima c'è il sole e quello dopo il diluvio, il parka perfetto: con tante tasche che, si sa, fanno sempre tanto comodo e il cappuccio in caso di pioggia. Comfy ma chic al tempo stesso- Olivia docet.
-un nuovo paio di sneakers. E siccome la stampa leopardata di quelle Vans è proprio come la vorrei io, mi sa che ci faccio un pensierino. Ma anche quelle galattiche non sono male. I'll let you know.
-un paio di oxford. Perché? Perché si. Perché no? Dovrò entrare nello spirito londinese prima o poi no? E allora.
-t-shirts con scritte e stampe come se domani non dovessi andare a pagare la nuova tastiera del mio pc dopo che mi ci è caduta dell'acqua sopra. Ma ho già provveduto a farmene due che sono un amore, stay tuned.
-un vestito rosso. Da sera. Per un appuntamento dell'ultimo minuto o per una serata da sola in camera con il cd del momento. Che per inciso è "Ceremonials" dei Florence and the Machine alternato a "Forty Licks" dei Rolling Stones.
-un corsetto. Di pelle. Di paillettes. In velluto. Basta che sia un corsetto.
Adesso vado, devo vestirmi e penso proprio che metterò quelle parigine a righe della Gallo tanto carine insieme alla mia nuova maglietta.
Buon lunedì.
4.8.13
Mirror Mirror
Spektre. Ho ceduto anche io, che generalmente tendo a cedere ai trend qualche stagione dopo in maniera fashionably late.
Ma stavolta li ho visti, li ho provati e non ho saputo resistere.
Sunnies: no brand
2.6.13
Happy Bday Lucca Glam!
Lucca Glam. Una vetrina accattivante che ti fa sognare. Un negozietto delizioso che più-in-centro-di-così-non-si-può. Due sorelle con il sorriso sempre sulle labbra, pronte ad aiutarti nella scelta fondamentale del bijoux perfetto.
Una selezione accurata di accessori all'ultima moda e di quelli intramontabili, gioielli, borse e portafogli.
Insomma, tante cose su cui lasciare un po' il cuore ♥
Un compleanno quello di ieri, il primo, organizzato per ringraziare i clienti di Arianna e Beatrice, che permettono a queste due splendide ragazze di continuare questa fantastica avventura.
Ancora un affettuoso ringraziamento ad Arianna e Beatrice, che ogni giorno regalano un po' di glam nella vita delle loro amiche.
E io, siccome sono brava, vi lascio tutte le foto dell'evento e pure l'indirizzo.
Ma solo perché è domenica.
Lucca Glam, piazza Napoleone 17- Lucca.
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