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25.1.20

The Pouch




The Pouch. Non sono mai stata amante dei trend selvaggi. Forse con gli anni si sarà capito che sono più per Coco Chanel che per Demna Gvasalia, però talvolta succede anche a me di trovarmi invischiata stile sabbie mobili in qualcosa da cui non riesci proprio a uscire: la Bottega Veneta mania.
Per un volta non sto parlando di scarpe- questa volta davvero no. Per una volta sto parlando di borse.







Mi sto riferendo a quella che a tutti gli effetti potrebbe essere definita la versione borsa dell'ormai famoso leisure wear: qualcosa di semplice senza essere sciatto, qualcosa di comodamente capiente senza essere la classica- e a tratti un po' banale- tote, qualcosa di tendenza senza risultare *troppo* di tendenza.
Ecco, tralasciando solo momentaneamente il fatto che esistano delle liste di attesa per questa borsa, che sia praticamente sold out ovunque e che sia molto trendy al momento, trovo che questa borsa sia "au-dessus de la mêlèe": non ha niente a che fare con le sue più appariscenti e vistose colleghe, cosparse di loghi fino alla nausea e riconoscibili da un chilometro di distanza. Lei è più sobria, ha più classe, è una Signora borsa senza essere una borsa da signora.





Di morbida pelle liscia o nel classico intreccio Bottega Veneta, per me questa borsa è concepibile solo nella versione maxi: la versione mini è stata fatta solamente per chi non ha le palle, diciamocelo. Che vuol dire la versione mini. L'ennesima tracollina senza spina dorsale. Tzè. Questa è una borsa per chi è consapevole che potrebbe anche entrarci un cadavere e ha tutta l'intenzione di portarsela comunque sotto braccio.
L'unica eccezione che posso fare è per l'ultima versione, una pouch leggermente più piccola ma dotata di una catena molto maxi, assolutamente inutile se non per il fatto che ha contribuito a far aumentare il prezzo di questo oggettino che era già di partenza decisamente caro.

Ma "i sogni son desideri" diceva quella gran culo di Cenerentola, e allora per me una di ogni colore grazie.






All images via Pinterest.



6.5.16

Tutta una questione di maniche.


Statement sleeves. Ci siamo lasciate alle spalle sciarpe e cappotti e siamo rimaste con solo le giacche leggere. In maglietta e camicia, braccia libere.
E questa stagione vogliamo che si notino bene le braccia. O meglio, le maniche.
Ed è proprio per questo che le vogliamo grandi. Grandissime. Enormi.


A tratti ingombranti ma si sa che, alla moda più di tutto,
è permesso di non essere sempre comoda e funzionale.

Roba che non pensiate pure di passare la bottiglia di vino all'amica di fronte a voi a tavola senza rimanere impigliate in qualcosa. Che il sushi nella salsa di soia ce lo inzuppate domani quando avrete addosso qualcos'altro. Che la torta della nonna con tanto di pasta frolla fatta a mano può aspettare ancora un po'. Roba che il binomio jeans e camicetta non è mai stato così semplice e d'effetto allo stesso tempo.  Che poco importa del resto: quando si hanno delle maniche così non occorre neppure avere un uomo attaccato al braccio.

Non c'è proprio spazio.











9.12.15

She wore blue velvet.



Velluto. Sontuoso nella sua classicità e semplicità, uno di quei tessuti- modi di vivere quasi- che abbiamo abbandonato. Abbandonato per cosa poi? Il 7% di angora in un maglioncino di Zara? Il poliestere che appiccica e fa sudare e che già a metà serata sarebbe da ributtare nella cesta del bucato? Il cotone sintetico che stringe solo nei punti sbagliati?
Con il velluto invece è tutta un'altra cosa. Ti tiene caldo anche in quelle sere più fredde in cui non ci sono braccia ad avvolgerti. La piacevole sensazione che ti dà al tatto. Quei colori che diventano pura essenza e profondità, come se non esistesse altra tonalità di blu o verde su questo pianeta, come se tu ci potessi davvero entrare in quel nero, e scomparire in un universo parallelo. Quell'innata abilità di passare da giacca da giorno, da indossare per andare in biblioteca, ad abito mozzafiato per una notte di quelle che non si dimenticano facilmente.
La copertura di un divano su cui è rimasto l'odore di fumo per le troppe feste e i baci che invece non sono mai troppi, le passate per togliere quei capelli che cascano sempre sugli occhi, che se sono coperti come fanno a scrutare il mondo? 



Il sapore di antico e dimenticato.
Qualcosa di ritrovato.














25.11.15

Metalli pesanti e anime leggere.


Rame. Sarà l'avvicinarsi inesorabile della stagione delle feste e di tutte queste lucine già accese nelle vetrine dei negozi. Sarà che siamo un mondo che pensa di non avere mai abbastanza e quindi perché accontentarsi dei soli oro e argento quando nell'armadio possiamo avere di più?
Che dicono che la persona perfetta per noi sia l'unione di quella che già abbiamo e di quella che non possiamo avere- con una spolveratina di glitter che male non fa mai- e allora perché pensare che sia diverso anche per le altre cose?
Perché non c'è due senza tre e noi ormai siamo regine del mix and match ma attenzione a non esagerare perché la strada per sembrare l'imitazione di un Ferrero Rocher è lastricata delle migliori intenzioni il venerdì sera.
Ignoriamo le malelingue- che si sa che per sopravvivere devono prendere aria, troppa forse- che ci squadrano dall'alto in basso commentando "cioccolatino".

"Ma tesoro- rispondetegli- almeno a me qualcuno mi mangia"





















10.7.15

Tropicana



Tropicana. Sarà che è estate e le spiagge bianche e l'acqua cristallina hanno il loro fascino e io mi immagino stesa a bere latte di cocco all'ombra di una palma. Sarà che siamo donne e il rosa è sempre stato il nostro colore, poi se ci aggiungi anche le gambe lunghe allora è perfetto. Sarà che l'ananas è buona e fa anche dimagrire.

Sarà che le macro fantasie mi piacciono veramente tanto (anche se allargano un po' sui fianchi) e allora datemi una carta da parati con quelle foglie verdi e anche il più piccolo dei monolocali diventerà un gioiello, poi tanto a mia madre è presa la mania di tingere tutto di bianco quindi siamo veramente a posto.
Sarà che se il cappotto rosa is the new black allora uno, un po' estivo, con i fenicotteri dovrebbe fare lo stesso effetto giusto? E ho persino ho un paio di sandali che ci starebbe da Dio.
Sarà che ultimamente mi sono data alle fantasticherie su arredamento e compagnia bella, ma secondo me dei vasi a forma di ananas o dei ferma- libri o delle stampe sono quello che ci vuole in ogni appartamento che si rispetti. Senza contare che l'ananas è il nuovo pois a Capri: io mi ci vedo di già, bella abbronzata, con delle zeppe in corda che tanto siamo al mare e ci sono le strade vecchie tutte sconnesse, le beach waves perfette e un paio di pantaloni tutti punteggiati di piccolissime ananas.

(Poco importa se sono incatenata alla scrivania. Almeno se dovessi partire all'improvviso so già cosa mettere)