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16.10.14

How To Be Parisian.



How To. Riflettendo su Parigi e tutto ciò che comporta, e non mi riferisco solo ai macarons o al 31 di Rue Cambon.

Nè solo alla Tour Eiffeil o alle eclairs al cioccolato.
E' tutto il resto che ti rimane di Parigi. Le strade e lo spirito, il suono della lingua- con quella r perfettamente moscia senza sbavature o sforzi-, la risata sfacciata del tipico parigino elegante che cammina per strada e anche dello sguardo abbastanza snob della donna con il capello perfetto, la manicure perfetta e una Birkin nuova fiammante portata a mano. L'odore del fumo fuori dai locali perché a quanto pare i parigini detestano 'sta cosa che non si può più fumare all'interno dei luoghi pubblici. L'aria frizzante e l'odore di baguette appena sfornata, croccante, profumata, quasi rumorosa seppur nel suo  quieto aspettare che qualcuno la avvolga in un semplice pezzo di carta e se la metta sotto il braccio, portandola via, come tutti i grandi amore dovrebbero fare. 
La semplicità di quelle sere francesi a base di vino, rigorosamente rosso, e di quella ciocca fuori posto ma allo stesso tempo al posto giusto.


(Ecco. Magari nella prossima vita ditemelo che posso essere figa anche con la frangia spettinata e tutto meno che in ordine. Così non mi stiro i capelli a duecento senza siero protettivo. Grazie)





















23.11.12

Quattordici e quarantadue.


Paris is always a good idea. Adesso parto. Prendo il prossimo treno per Pisa (che adesso che sono le due è tra dodici minuti e forse mi conviene prendere quello dopo delle quattordici e quarantadue), vado all'aeroporto e parto per Parigi. Lascio tutto qui. Vestiti, smalti (no forse quelli no), fidanzato (magari mi viene a trovare), la sorella che ti rompe il cavo per collegare il BB al portatile, le persone sgradite, una città che non ha niente da offrirmi, neppure una miserissima boutique francese o un cafè che sia degno di questo nome. Di quelli dove ti puoi rifugiare quando in casa c'è la discoteca alle tre di pomeriggio e tu devi per forza studiare persone di nome Liutprando o quando cerchi asilo in biblioteca ma o c'è casino o si muore di freddo: perché lo studio deve temprare l'animo e far gocciolare il naso.

Parto. Lascio tutto. Mollo tutti. Mi trasferisco nella Ville Lumière e manderò a tutti cartoline di una Parigi mozzafiato, coperta di foglie e poi anche di neve; di una Tour Eiffel che sembra vestita per andare a ballare tanto brilla; di capelli così perfetti che ti pare impossibile che la donna che sta di fronte a te si sia svegliata solo mezz'ora fa.
Mi trasferisco nella patria del buon gusto, del bon ton e del fashion-faux-pas alla faccia dei mononeuroni vestiti tutti così uguali che neppure una serie Ford ci sarebbe riuscita tanto bene. 

Non preparo neppure la valigia, tanto tutto quello che mi serve sono il barattolo di quelle che sarebbero ormai le ex dream shoe (leggi Louboutin Pigalle nude tacco 100), la mia macchina fotografica con il suo carica batteria e lo smalto che ho adesso: Malice, Chanel of course, che è la cosa più bella del mondo, perfetto per l'upcoming holiday season.

O magari potrei aspettare ancora qualche giorno, qualche settimana e indossare ballerine nere, calze nere, LBD, sciarpa in cachemere beige, un tocco di rossetto rosso, i capelli freschi di shampoo e la mia piccola (e verde) Marc By Marc Jacobs che porto troppo-poco-spesso-di-quanto-dovrei e andare a fare shopping. Partire la mattina e tornare la sera con le mie Louboutin (perché in fondo rinunciarvi?): una normale giornata di shopping a Parigi, niente di più semplice.

Parto. Lascio tutto. Mollo tutti. Magari tra un po'. Tanto Parigi è lì, sempre meravigliosa, sempre Parigi.



16.10.12

Paris Photo Dary: jour 4


Eccoci arrivati all'ultimo post sulla mia vacanza a Parigi... Con un po' di nostalgia ricordo il vento freddo che mi ha fatto desiderare di non uscire senza calze e l'estasi di stare sul mio ponte preferito di Parigi con un tempo meraviglioso.
Il quarto ed ultimo giorno è stato dedicato la mattina alla visita al Palais de Tokyo, dove era stata allestita una mostra temporanea dedicata a Chloè, "Chloè Attitudes" , nella quale erano esposti dei bozzetti e alcuni capi vintage fino ad arrivare all'ultima collezione; il pomeriggio invece è stato dedicato di nuovo al centro, con un'ultima capatina da Hermès, giusto per veder passare una Rolls Royce davanti ai nostri occhi... :)

Ps: se vi capita di andare al Palais de Tokyo fermatevi a mangiare al Tokyo Eat! :)




































Vestito: H&M
Trench: Zara Girls
Stivali: Oviesse
Sciarpa: H&M
Cappello: Borsalino vintage
Borsa: bought in Forte dei Marmi