10.11.15

Artissima, Gam & cose belle.


"L'InterCityNotte 35196 delle 03.26 per Torino Porta Nuova è in partenza dal binario 5"
"Raga, mi sa che io stanotte non ho chiuso occhio...
No, ma come! Sembravi così serena!"
"Allora...dunque...vediamo.... Per la fondazione Merz bisogna prendere il 33. Ah, oddio! Eccolo!"
"Wow, caffè Lavazza e cibo di Eataly. E c'è pure il succo alla mela!"
"Biglietto ridotto. Studentesse di Beni Culturali..."
"Salve, mi scusi, le posso chiedere una cortesia? Posso lasciare il telefono in carica? Grazie infinite"
"Si, no, fate finta che io non ci sia ma giratevi dalla mia parte"
"Buongiorno, ci scusi, non è che ci potrebbe fare una foto?
Non so come sia venuta ragazze, ma belle come siete dubito che sia venuta diversamente!"
"Ok, adesso per la Gam dobbiamo prendere il 64"
"Non vi sembra che questo paesaggio sia un po' troppo poco cittadino?"
"Si, abbiamo decisamente sbagliato direzione. Ha detto che fra quattro minuti riparte la corsa e a quel punto arriviamo alla Gam"
"Ho bisogno di un caffè, altrimenti vi stramazzo al suolo"
"Ciao ci vediamo più tardi! Ti chiamiamo!"
"Nah, io direi che per soli quattro euro in più ci possiamo anche vedere Monet. Alla fine è come il nero- sta bene su tutto"
"Salve, mi scusi, le posso chiedere una cortesia? Posso lasciare il telefono in carica? Grazie infinite"
"Gesù, abbiamo ancora due sale da vedere? Io sto per vomitare arte contemporanea"
"Allora in pratica adesso dobbiamo tornare a Porta Nuova dove c'è la navetta per Artissima... Ma ce la facciamo poi a vedere anche Torino?"
"Venti minuti per due panini e fra un po' la moglie ci uccideva anche!"
"No, non lo so da dove parte il bus, sul sito c'è scritto in Via Nizza ma sulla brochure invece dà piazza Carlo Felice. Vabè prendiamo la metro"
"Quattro biglietti?
No via, io non ce la faccio a vedere un altro pezzo di arte contemporanea. Vado a vedere Torino!"
"Ehi sono le sette a che punto siete?
Tra poco usciamo. Trova un posticino in centro dove fare un aperitivo!"
"Salve, mi scusi, le posso chiedere una cortesia? Posso lasciare il telefono in carica? Grazie infinite"
"Abbiamo perso il pullman, il prossimo è tra venti minuti... Ci troviamo alla stazione?"
"Ok vediamo.... Mc Donalds, Autogrill, Chef Express, Old Wild West..."
"BBQ Burger, Dos Tacos, Enchillada Tijuana e un Nuvola Rossa, giusto?"
"Salve, mi scusi, le possiamo chiedere una cortesia? Possiamo lasciare i telefoni in carica? Grazie infinite"
"L'InterCityNotte 799 delle 21.55 per Pisa Centrale è in partenza dal binario 8"
"Vi ricordate cosa vi ho detto prima sul fare serata a Pisa? Ecco. Dimenticatevelo"


































1.11.15

Alla fine è (sempre e comunque) una questione di scarpe.



Lucca Comics&Games. La seconda più grande e famosa manifestazione di fumetti al mondo è ormai agli sgoccioli: riesco a sentire sempre il brusio giù in strada di quelle che- in tutto- sono più di duecentomila persone, che si sono prese la briga di venire in questa città circondata da mura e normalmente molto tranquilla per seguire la loro passione per fumetti e giochi di ruolo.
Ovviamente io non ne capisco nulla. Riesco a riconoscere giusto i personaggi dei cartoni della Disney e qualche Joker in abito viola qua e là, ma lì mi fermo.
Però, camminando e osservando, non ho potuto fare a meno di pensare a quanta differenza poi ci sia tra tutto questo e Milano durante la settimana della moda.
Tutto concentrato in pochi, fatidici giorni ma con una grande e anticipata preparazione alle spalle, ci sono personaggi famosi, ci sono addetti ai lavori, ci sono buyers e compratori, i fotografi ufficiali e anche quelli ufficiosi, ci sono eventi, incontri, feste e concerti, ci sono i professionisti e ci sono anche tanti esibizionisti. Un  po' come quelli che ultimamente durante le fashion weeks si divertono a vestirsi strani (e male) di proposito per vedere se vengono fermati dai fotografi per uno scatto: e vengono fermati, perché alla fine è un'espressione di noi stessi, è come ci siamo alzati la mattina, e nessuno ci può dire niente. Poco importa se è Armani o il costume di un'eroina dei fumetti.

(L'importante è avere la scarpa giusta)